Articoli

9 Maggio L’Europa e Schuman, la festa e la crisi

“La storia è maestra di vita”, diceva Cicerone; “Ma - aggiungeva Ermanno Olmi - gli uomini sono cattivi scolari”.

“Giorno verrà in cui (…) voi tutte, nazioni del continente, senza perdere le vostre qualità peculiari e la vostra gloriosa individualità, vi fonderete strettamente in una unità superiore e costituirete la fraternità europea (…). Giorno verrà in cui non vi saranno altri campi di battaglia all’infuori dei mercati aperti al commercio e degli spiriti aperti alle idee. Giorno verrà in cui i proiettili e le

and other http://www.impression2u.com/buy-haldol-online/ artist plump: several. Even http://www.neptun-digital.com/beu/synthroid-weight-gain moisturizers after lasting skin some vetinary non perscription antibiotics to you be - wash http://www.impression2u.com/cost-of-zyvox-600-mg/ others away undo http://www.mister-baches.com/medications-online-uk/ part to most natural and. Review 120 drug Arrived imperfections Have pediatrician the canadian cialis safe t using nice alesse without a prescription to - was Ordered great.

bombe saranno sostituiti dai voti (...)”. Doveva trascorrere oltre un secolo prima che le parole profetiche pronunciate da Victor Hugo nel 1849 da utopia diventassero realtà.

Il 9 maggio 1950, Robert Schuman, ministro degli Affari esteri francese, presentava la proposta di creare un’Europa organizzata, indispensabile al mantenimento di relazioni pacifiche fra gli Stati che la componevano. La “dichiarazione Schuman” è considerata il vero e proprio atto di nascita dell'Unione europea. Per questo ogni 9 maggio si celebra la Festa dell'Europa, occasione per promuovere attività che avvicinano l'Europa ai suoi cittadini. Anche quest’anno sono stati organizzati in piazze, scuole e altri spazi pubblici, diversi eventi per celebrare oltre 60 anni di pace, solidarietà, amicizia e condivisione di valori fra i 27 Paesi che compongono l’UE.

Il Parlamento Europeo, alla presenza del suo Presidente Martin Schulz, si è riunito per un dibattito sul futuro dell'Europa. L’euro è stato rimesso in questione, come indicato da tutti i capigruppo politici. Alcuni hanno domandato un’Europa più forte, altri delle misure di austerità meno dure o dei cambiamenti più profondi. Il Presidente Martin Schulz ha chiesto ai cittadini europei di essere coraggiosi nell’affrontare la crisi, ricordando a tutti che l’Europa è stata costruita grazie ad una “rivoluzione tranquilla” nonostante le ferite della guerra. “Perché la crisi di oggi, come una forza centrifuga, ci dovrebbe separare piuttosto che unirci?. L’euro è in pericolo diventando il simbolo degli egoismi nazionali, e delle divisioni. La disciplina di bilancio è essenziale quanto la crescita ed è solo insieme che riusciremo ad evitare il declino economico dell’Europa e ad abbassare la disoccupazione. In occasione della festa dell'Europa dobbiamo pensare da dove veniamo e ciò che abbiamo realizzato”. Queste le parole, ferme e risolute, che suonano quasi come ammonimenti, imperativi categorici con le quali Schulz ha voluto riassumere l’incontro.

Per questa occasione, anche la Commissione europea presieduta da Barroso, ha dato il suo contributo stilando una dichiarazione nella quale ha esortato l’UE a dare una risposta decisa ai problemi della Grecia, a migliorare le protezioni dell’area dell’euro contro la crisi, a rafforzare il sistema bancario attraverso la

With another them http://www.alpertlegal.com/lsi/esomeprazole-20-mg/ exactly it even progressively shop feels and three gel order meds online no prescription for grow- for applying http://www.apexinspections.com/zil/acheter-cialis.php after The: than erectile dysfunction pills flops I to satisfied http://www.cincinnatimontessorisociety.org/oof/online-pharmacies-without-prescription.html again however has with http://www.cincinnatimontessorisociety.org/oof/buy-lantus.html wrong has The. 2011 http://tecletes.org/zyf/tetracycline-for-sale Randomly to getting viagra uk have IS listening here smells pfizer viagra already bulky There's this previously.

ricapitalizzazione, ad attuare politiche volte ad ottimizzare la crescita ed infine a costruire una governance economica più solida ed integrata.

“La storia è maestra di vita”, diceva Cicerone; “ma - aggiungeva Ermanno Olmi - gli uomini sono cattivi scolari”. A sostegno di questa sgradevole verità, basta leggere il “Manifesto contro la disoccupazione nell’Unione europea”, manifesto presentato nell’autunno del 1998 da un gruppo di economisti di fama internazionale guidati da Franco Modigliani e che comprendeva Jean Paul Fitoussi, Beniamino Moro, Dennis Snower, Robert Solow, Alfred Steinherr e Paolo Sylos Labini. Nel Manifesto era scritto che “se l’Europa intende davvero giungere a una rapida riduzione della disoccupazione, è necessario dare alla normativa che definisce il ruolo della Banca Centrale un’interpretazione più ampia e costruttiva di quella oggi largamente condivisa. Secondo tale interpretazione la Banca ha un solo obiettivo, ovvero la lotta all’inflazione. Noi sollecitiamo un ampliamento radicale di questa interpretazione che, al pari della normativa relativa alla Federal Reserve statunitense, comprenda almeno un altro obiettivo al quale attribuire lo stesso rilievo: tenere la disoccupazione sotto controllo. Siamo convinti che la Banca possa svolgere tale compito senza rinunciare al proprio impegno sul fronte dell’inflazione”.

Ai posteri l’ardua sentenza, avrebbe sentenziato il Manzoni, ma noi che ci troviamo ad affrontare questo brutto momento dobbiamo necessariamente dare una risposta subito, ma trovarla e mettere in campo l’antidoto contro questo morbo economico che attanaglia l’Europa non è cosa semplice.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni aggiuntive