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Intervista al segretario generale del CEEP, Valeria Ronzitti

L'Italia ai vertici del CEEP

“Noi siamo i servizi pubblici del presente e del futuro, non del passato”.

1) Nella riunione dell'Assemblea Generale del CEEP del 15 maggio 2012, è stata nominata all'unanimità Segretario Generale, come ha accolto la notizia?

E' stato un onore e un onere.

Un onore perchè c'è stata l'elezione all'unanimità quindi piena fiducia della totalità dei membri e questo è un punto fondamentale vista la diversità della membership del CEEP che rappresenta amministrazioni a livello nazionale e locale e, al tempo stesso, grandi e piccole imprese di servizi pubblici che comprendono dalle poste ai sevizi pubblici locali (energia, trasporti e acqua).

L'onere invece è dovuto al fatto che è chiaramente una grande sfida essere oggi alla testa di un'organizzazione che rappresenta i datori dei servizi pubblici in Europa sapendo quanto i servizi pubblici siano nell'occhio del ciclone a causa della crisi.

2) Ci può illustrare a grandi linee le rotte che ha in mente di seguire per dare al CEEP quel grado di incisività un pò opacizzato dagli eventi critici europei?

Il programma è riassumibile in un acronimo: PSO, public service obligation, che rappresenta in linea di massima la linea guida della nostra attività dato che la maggior parte dei nostri membri deve agire nel rispetto di una public service obligation a livello nazionale o locale.

Questo acronimo PSO l'ho tradotto in "promote strenghten and organize".

Promote ossia promuovere il ruolo dei datori di lavoro e fornitori dei servizi pubblici in quanto anello di congiunzione fra il mercato interno e il modello sociale europeo.

Azione molto importante per il nostro posizionamento in quanto datori di lavoro socialmente responsabili orientati a dei servizi pubblici moderni ed efficienti in grado di mantenere il loro ruolo di garanti della coesione sociale e territoriale.

Quindi una competitività socialmente responsabile.

Quello che sta dietro il concetto di strengthen è rinforzare la community dei servizi pubblici a livello europeo.

Il CEEP ha bisogno di posizionarsi o riposizionarsi come leader di questa community e a tal fine deve in primis rafforzare l'aspetto interno potenziando il livello di coesione fra i suoi membri.

Una

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delle mie missioni sarà quella di riportare il senso di orgoglio di appartenenza all'organizzazione che rappresenta i datori di lavoro e i fornitori dei servizi pubblici in Europa.

Infine organize nel senso di organizzare la struttura nel modo più efficiente possibile in un

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momento in cui i nostri membri sono chiamati ad effettuare tagli importanti nei loro budget nazionali.

E' doveroso organizzare il Segretariato Generale in modo che sia volto alla razionalizzazione dei costi senza per questo rinunciare alle attività essenziali per il CEEP.

In tal senso sarà necessaria una revisione delle priorità ed un maggior chiarimento su come far vivere in pratica le famose sinergie tra il livello intersettoriale e il livello settoriale delle attività di dialogo sociale e di lobby.

 

3) Ha qualche suggerimento che si sentirebbe di dare al Presidente dell'ARAN nella sua funzione di Presidente nazionale del CEEP?

Il suggerimento che voglio dare al Presidente è di funzionare al di fuori degli schemi per portare il CEEP - IT fuori da quell'idea di vecchi servizi pubblici non più attuali, una visione che purtroppo ancora tanti operatori di servizi di interessi generali hanno quando pensano alla sezione italiana del CEEP.

"Noi siamo i servizi pubblici del presente e del futuro, non del passato". Questo è il messaggio fondamentale che bisogna dare.

4) Nell'ambito delle molteplici funzioni del CEEP, come inquadra il ruolo della contrattazione pubblica?

Il ruolo della contrattazione collettiva è un ruolo essenziale e questo è un altro esempio in cui l'appartenenza della sezione italiana al CEEP può essere vista come una grande opportunità.

A mio avviso infatti l'Italia può trarre spunto nel confronto con altri paesi per potenziare il ruolo della contrattazione collettiva di secondo livello che in altri paesi (quelli del nord Europa) dà, da anni, buonissimi frutti provando che la contrattazione pubblica è il miglior metodo di governance esistente nei servizi pubblici.

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