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Uniti nella diversità

27 Paesi, un unico obiettivo: distruggere lo spettro della disoccupazione.

 

 

Come si deduce dal grafico, tra gli Stati europei oggetto dello studio, nessun Paese è stato risparmiato dall’ondata di disoccupazione giovanile, eccezion fatta per la Germania, dove il tasso di disoccupazione giovanile, negli ultimi anni, è passato

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dall’11,9% del 2007 all’ 8,1 del 2011.

Anche in Danimarca, e nei Paesi Bassi in genere, è aumentato rispettivamente del 6,7 e dell’ 1,7 punti percentuali tra il 2007 e il 2011, ciò nonostante rimane ampiamente sotto la media europea.

Dall’ inizio della recessione ad oggi, a cagione del deterioramento continuo del mercato del lavoro, i tassi di disoccupazione hanno raggiunto livelli record, soprattutto in Spagna e in Grecia.

A causa di questo stato di cose, nei nuovi programmi di lavoro, i “partner sociali europei”, per il biennio 2012-2014, hanno deciso di dare la priorità assoluta all’occupazione giovanile che, con oltre il 22% di disoccupati, ha guadagnato di diritto il “codice rosso” e, palesato la necessità improrogabile di porre rimedio a questa situazione intollerabile.

Il CEEP (centro europeo che rappresenta le imprese pubbliche) e la CES (sindacato europeo) hanno così iniziato un progetto congiunto con l’obiettivo di raccogliere informazioni sulle attività nazionali in materia di occupazione giovanile, tanto che hanno previsto, per i prossimi negoziati tra le parti sociali dell’UE sul quadro d’azione per questo tema, un focus specifico riguardante i servizi pubblici.

Tali servizi, in Europa, raccolgono circa 500.000 imprese responsabili per la fornitura di opere essenziali. Secondo uno studio di rilevamento effettuato dal CEEP, i servizi pubblici impiegano in totale circa il 30% della forza lavoro dell’UE, vale a dire più di 64 milioni di dipendenti. I settori di impiego sono:

■ Sanità e altri servizi sociali (20,5 milioni di dipendenti);

■ Pubblica amministrazione e difesa (15,4 milioni di dipendenti);

■ Istruzione (15 milioni di dipendenti);

■ Settore dei trasporti, settore ferroviario, settore postale, settore delle telecomunicazioni (5,9 milioni di dipendenti).

 

E’ stato organizzato a proposito un seminario, svoltosi il 24 e il 25 ottobre scorso, che ha visto riuniti ad Atene tutti i rappresentanti delle parti sociali di ogni Paese membro dell’Unione Europea. Il dibattito è stato incentrato soprattutto su due punti focali: il legame tra istruzione e aspettative dei giovani, e esigenze del mercato del lavoro.

Unico, grande e doveroso obiettivo: veder crescere i tassi di occupazione.

I negoziati non avranno preclusa nessuna strada e, come un “conclave per il rilancio economico”, non chiuderanno i lavori finchè non si saranno messe a punto misure positive e vincenti capaci di isolare, sottomettere e infine padroneggiare lo spettro della disoccupazione giovanile.

Il CEEP Italia, organo attento e sensibile a questo tipo di problematica, ha subito accettato l’invito delegando l’Aran a partecipare.

In questi due giorni di full immersion è stata sottolineata con forza l’importanza dell’apprendistato.

I governi di una vasta gamma di paesi europei hanno cercato di stimolare l’uso di questo meccanismo perchè considerato altamente efficace per preparare i giovani all’impiego.

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di lavoro (on-the-job) che fuori (off-the-job), l’apprendistato può facilitare gli studenti, nel passaggio scuola-impiego e i datori di lavoro, nel processo di reclutamento, dato che questo è il criterio più razionale per prevenire future carenze di personale qualificato.

Lo sviluppo di questo sistema di formazione è fortemente supportato dalle parti sociali.

In Germania, ad esempio, i bassi tassi di disoccupazione giovanile sono senza dubbio assecondati e dovuti alla situazione economica favorevole e allo sviluppo demografico del paese, ma anche al suo “sistema di formazione duale” (combinazione di formazione in azienda e di apprendistato scolastico); azione che ha dimostrato di essere molto efficace per permettere ai giovani di entrare agevolmente nel mercato del lavoro.

■ In Germania, il governo ha facilitato l’estensione dei posizionamenti di apprendistato attraverso l’erogazione di un bonus di formazione che arriva fino a € 6.000 per quei datori di lavoro che offrono un collocamento supplementare ad una persona giovane svantaggiata, che ha cercato il tirocinio per 12 mesi o più.

■ In Danimarca, sono previsti sussidi consistenti ai datori di lavoro che forniscono posti di tirocinio.

■ In Francia, per raggiungere gli obiettivi riguardanti i contratti di apprendistato fissati dal “Piano di emergenza per l’occupazione giovanile, è stato proposto un significativo aiuto finanziario, quale la riduzione dei costi non salariali del lavoro, o sussidi eccezionali per l’assunzione di un giovane apprendista. E’ stata inoltre implementata una misura a contributi zero per le imprese che assumono apprendisti.

■ In Spagna, i datori di lavoro che offrono “contratti di formazione”, possono beneficiare di una riduzione dei contributi previdenziali, se mantengono il lavoratore anche dopo la durata del contratto.

“Uniti nella diversità”, è questo il motto della Costituzione europea. Speriamo che il desiderio di innovare, crescere, cambiare e cooperare, di condividere le idee per creare qualcosa di più grande, sappia riportare i Paesi sulla rotta giusta, riconsegnando ai giovani di qualsiasi categoria e Paese gli stimoli e le opportunità per una completa realizzazione socio-economica che la disumanità della crisi le ha ingiustamente rubato.

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