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Ricerca: l'impossibile a portata di mano

Parametri di riferimento per contratti europei nello spazio europeo della ricerca.

 

 

 

 

“Un modo importante per innescare e sostenere un ciclo nuovo di impegno e di crescita è l’entusiasmo. Questa parola ci è stata data dai Greci ed è una delle più belle del nostro linguaggio: significa un Dio è dentro di noi. E’ questo Dio che dà la forza per costruire un futuro migliore”.

 

 

 

Questa frase non solo fornisce la chiave interpretativa della visione che Antonio Ruberti ha della ricerca ma offre buona parte degli elementi all'idea di Spazio Europeo della Ricerca (European Research Area - ERA) che poi nascerà formalmente con la Comunicazione della Commissione europea COM (2006) del 18 gennaio 2000 "Verso uno Spazio Europeo della Ricerca".

 

 

 

 

 

Infatti, fin dai primi anni novanta, Ruberti intuì che erano necessarie politiche autenticamente europee a favore della

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ricerca e dell'istruzione in quanto, solo individuando obiettivi comuni, si potevano raccogliere risorse sufficienti per raggiungere l'efficienza.

 

 

 

Con la Comunicazione prima citata le intuizioni di Antonio Ruberti si trasformano in uno dei progetti più strategici e grandiosi dell' Unione europea: istituire un'area senza frontiere per la ricerca nella quale le risorse scientifiche saranno utilizzate meglio al fine di incrementare l'occupazione e la competitività in Europa.

 

 

 

Nel medesimo anno di nascita dell'ERA, i leader europei, riuniti in Portogallo per il vertice europeo, definirono la 'Strategia di Lisbona', con l'obiettivo di fare dell'Europa, "entro il 2010, l'economia basata sulla conoscenza più dinamica e competitiva del mondo in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale".

 

 

 

Due anni dopo, nel 2002, in occasione del vertice di Barcellona, avvertendo il ritardo dell'Ue, questa strategia è stata consolidata con intenti volti a incoraggiare gli Stati membri ad aumentare la percentuale di PIL destinata alla ricerca e allo sviluppo: il cosiddetto Obiettivo del 3%.

 

 

 

Nella fase di realizzazione, l'ERA ha incontrato alcuni ostacoli che hanno portato a rimodulare gli obiettivi dell'agenda di Lisbona. Nell'aprile 2007, la Commissione europea ha pertanto pubblicato un Libro Verde sulle prospettive dell'ERA, dando avvio ad un intenso dibattito che ha condotto al rilancio del progetto. Tale rilancio è avvenuto nel maggio 2008 con il "Processo di Lubiana" che parte dalla definizione di un quadro di propositi condivisi ("ERA Vision 2020") in base alla quale tutti gli attori dovranno poter beneficiare pienamente, entro il 2020, della "quinta libertà" (ovvero la libera circolazione dei ricercatori, delle conoscenze e delle tecnologie) e degli strumenti necessari al loro perseguimento (ERA Governance).

 

 

 

In questo quadro di progetti, Eurocadres, riconoscendo l'importanza di buoni contratti e accordi come condizione essenziale per l'eccellenza sostenibile nei settori della ricerca, ha avviato il progetto "Industrial Relations for EU Excellence in Research Sector” (IREER) al quale hanno partecipato enti di ricerca e sindacati europei per definire le linee guida evolutive delle condizioni contrattuali nell'Unione europea per gli addetti alla ricerca.

 

 

 

Uno dei più interessanti risultati del progetto è un opuscolo che riassume le eccellenze nelle relazioni industriali UE le quali si presentano come esperienze contrattuali nei settori della ricerca.

 

Anna Maria Travagliati - CEEP Italia

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