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Correndo da soli si arriva primi, camminando insieme si arriva lontano

Impegni politici cercano la garanzia per un futuro che è già qui.

 

Dopo un primo incontro tenutosi a Berlino nel luglio dell'anno in corso, organizzato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, e un secondo nel mese di novembre, dove i capi di Stato e di governo Ue sono stati ospiti con i ministri del lavoro e con i vertici dell’Unione europea, del presidente della Repubblica francese Francois Hollande, il terzo congresso sull’occupazione giovanile si terrà a Roma, probabilmente nella primavera del 2014.

 

Lo spettro onnipresente della disoccupazione giovanile italiana è diventato un incubo nazionale e, per gli uomini di governo, il più importante nodo da sciogliere per cercare di rimanere agganciati, non come scomoda zavorra ma come parte attiva, al treno dell'economia europea.

 

L’annuncio, quindi, che la terza conferenza occupazionale sarà ospitata da Roma, oltre che una grande occasione, va visto come un bel gesto di fiducia nei confronti dell’Italia; questo il succo delle parole pronunciate dal presidente del Consiglio Enrico Letta al termine della conferenza di Parigi.

 

Hollande invece, nel suo intervento sull’occupazione giovanile, ha voluto evidenziare tre percorsi prioritari: formazione e apprendistato, inserimento nel mondo del lavoro, creazione d’impresa.

 

La Merkel, da parte sua, si è soffermata sull’importanza che i diversi Paesi presentino i rispettivi piani alla Commissione dell’Ue, affinché i fondi destinati all’occupazione giovanile possano essere assegnati.

 

Barroso inoltre ha ribadito l’invito della Commissione europea affinché gli Stati membri finalizzino i loro piani di azione sulla ‘garanzia giovani’, e in particolare ha auspicato iniziative mirate, apportatrici di risposte immediate.

 

“La garanzia, che prevede l’impegno a fornire ciascun giovane di una soluzione, praticabile e concreta, per una sua introduzione dinamica nel mercato del lavoro, è stata approvata da tutti i nostri Paesi membri, ricevendo, da quest'ultimi l'impegno a mobilitarsi, per evitare l'esclusione e il conseguente annientamento sociale di un'intera generazione”. Queste le parole con cui il Presidente della Commissione ha terminato il suo discorso.

 

Herman Van Rompuy, in chiusura di vertice, ha affermato che la cura principale contro la disoccupazione è la crescita economica, ma la crescita non basta, e azioni incisive, lungimiranti e veloci, a impatto diretto, sono necessarie, anzi, soprattutto per i giovani, indispensabili.

 

Il piano europeo, approvato la scorsa primavera e sospinto dai dati allarmanti della disoccupazione che aumentava esponenzialmente mese dopo mese, prevede lo stanziamento di 6 miliardi, spalmati negli anni 2014 e 2015.

 

L’Italia, con il suo tasso di disoccupazione giovanile al 40,4% e le sue 18 regioni che presentano una quota di disoccupati, sotto i 25 anni, superiore al 25% (con le sole eccezioni di Veneto e Trentino Alto Adige), è fra i 20 Paesi che hanno il diritto (mesto per la verità) di accesso ai fondi Ue.

 

Il nostro Paese potrà così usufruire di un importo che si aggira intorno ai 530 milioni di euro, disponibili dal gennaio prossimo, ma a condizione che il Governo presenti in tempo utile un piano programmatico di attuazione ben preciso.

 

Il ministro del lavoro Enrico Giovannini, a tal proposito, illustrando le linee guida del Piano nazionale per la “Garanzia Giovani”, che prevede azioni rivolte a favorire l’orientamento e la formazione, il rilancio del contratto di apprendistato,il rafforzamento degli strumenti di transizione scuola-lavoro, le garanzie per la mobilità e l’autoimprenditorialità giovanile, ha fatto presente che detto piano sarà trasmesso a Bruxelles in questi giorni.

 

Alla luce di tutto questo c’è solamente da augurarsi che alle belle parole seguano fatti concreti, che i tempi di attuazione programmatica trovino i giovani ancora giovani e che l’Europa si convinca che correndo da soli si arriva primi, camminando insieme si

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arriva lontano.

 

Di seguito una tabella che illustra i fondi che verranno stanziati.

 

Anna Maria Travagliati

Informazioni aggiuntive