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20 marzo 2014 Vertice sociale trilaterale: destinazione Consiglio europeo.

Il Vertice sociale trilaterale esprime, politicamente, l’appuntamento più

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autorevole, a livello europeo, riguardante la consultazione con le parti sociali. I protagonisti, insieme alle rappresentanze datoriali e sindacali, a livello europeo e nazionale, sono il paese che detiene la Presidenza dell’Unione, le due Presidenze successive e la Commissione europea. Il Vertice, convocato due volte l’anno, precede l’inizio del Consiglio europeo, e si pone, come obiettivo principale, la consultazione delle parti sociali e il report in Consiglio. Il confronto, tenutosi il 20 marzo dell’anno in corso a Bruxelles, ha avuto per tema: “Ricostruire la fiducia in Europa - Focus sulla creazione di nuovi posti di lavoro”. All’incontro, oltre ai rappresentanti delle parti sociali dei paesi dell’Unione, erano presenti: il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, il Presidente del Consiglio dell’UE Van Rompuy, il commissario europeo per l’occupazione, affari sociali e inclusione László Andor e Franca Biondelli, sottosegretario di Stato presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali italiano.

Il vertice sociale di primavera ha esplorato i criteri per ripristinare, ora che i primi timidi segnali di ripresa economica cominciano a farsi sentire, una condizione di fiducia all’interno degli stati dell’Unione. Il vertice ha riconosciuto, unanimemente, la necessità di ulteriori sforzi collettivi, per perseguire una crescita economica sostenibile, nel rispetto della coesione sociale e occupazione di qualità.

Il presidente Barroso ha dichiarato: “Mentre l’Europa emerge da questa crisi, la nostra priorità deve incarnare il rafforzamento della ripresa. Per fare questo dobbiamo continuare nel processo di riforma, investire in politiche che possono fornire una crescita duratura e creare migliori e maggiori posti di lavoro di qualità e, nello stesso tempo, provvedere al rafforzamento della base industriale europea. Ecco perché sono lieto di incontrare le parti sociali prima di questo Consiglio europeo, dove si discuterà sulle nostre priorità economiche comuni per l’anno a venire, con un’attenzione particolare alla competitività industriale, nonché alle questioni energetiche e climatiche. E’ fondamentale avere le parti sociali, nazionali ed europee, coinvolte nel processo decisionale economico durante il semestre europeo per il coordinamento delle politiche e per garantire che le nostre decisioni abbiano un ampio sostegno. Dobbiamo lavorare tutti insieme per ricostruire la fiducia e mettere le economie di nuovo in movimento”.

Dando rilievo al ruolo dei rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori a livello europeo, il commissario Andor ha sottolineato: “Uscire dalla crisi sociale e migliorare la resilienza del nostro modello sociale europeo fanno parte del nostro sforzo per assicurare una ripresa sostenibile e fonte di occupazione. Il dialogo sociale è una componente fondamentale del nostro modello sociale europeo e oggi aiuta a sviluppare un programma di crescita comune. Credo fermamente che le parti sociali, sia a livello comunitario che nazionale, devono essere attivamente coinvolte nel processo di riflessione necessario per garantire il successo della regolazione e politiche di riforma e costruire la solidarietà a livello europeo”.

I rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori europei hanno rimarcato la necessità di una rinnovata attenzione sui posti di lavoro. Hanno inoltre richiesto il coinvolgimento attivo dei loro omologhi a livello nazionale nell’attuazione dei piani di riforma e nella governance europea nel suo complesso. Hanno esposto, altresì, i progressi compiuti finora nell’attuazione del loro programma di lavoro congiunto per il 2012-2014, inclusi i negoziati collettivi in corso, in materia di occupazione.

Di seguito il link della comunicazione del Presidente del Consiglio dei ministri in vista del Consiglio europeo di Bruxelles del 20 e 21 marzo 2014.

http://www.governo.it/Presidente/Interventi/dettaglio.asp?d=75197

In allegato le conclusioni del consiglio europeo del 20 e 21 marzo 2014.

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