Report 2012

In termini di sfide, una delle più grandi è stata quella di limitare il più possibile gli impatti negativi della Proposta della Commissione Europea in materia di aggiudicazione dei contratti di concessione.

La Commissione Europea ha pubblicato una proposta di direttiva di 90 pagine, 53 articoli e 13 allegati disciplinando in dettaglio l’aggiudicazione dei contratti di concessione. Il testo pubblicato era

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denso, esaustivo e molto lontano dall’approccio leggero presentato dal Commissionario Barnier, che sarebbe dovuto consistere in semplici regole per fornire contratti di concessione con la certezza del diritto.

Fin dall’inizio del processo legislativo per l’aggiudicazione dei contratti di concessione, il CEEP è stato in contatto con i rappresentanti della Commissione Europea, il Parlamento Europeo e il Consiglio Europeo per comunicare le preoccupazioni dei datori di lavoro e delle imprese che forniscono servizi pubblici, riguardo la proposta di direttiva.

Ha espresso i suoi forti dubbi circa il valore aggiunto della proposta adottando così un approccio pragmatico verso il documento, per migliorarlo.

L’obiettivo di CEEP era garantire un chiaro, semplice e adeguato quadro legislativo per la fornitura di servizi di interesse generale (SIG) negli Stati Uniti, portando certezza legale piuttosto che oneri aggiuntivi. A tale scopo, ha concentrato la sua attività di lobbying attorno a quattro priorità:

• riconoscere la libertà di organizzazione degli enti pubblici che forniscono servizi pubblici;

• impostare un quadro adeguato per la fornitura in-house di servizi pubblici;

• attivare un’adeguata scelta del fornitore esterno attraverso una maggiore flessibilità nei criteri di aggiudicazione;

• abilitare la modifica dei contratti.

Ugualmente concentrata su un numero limitato di richieste prioritarie è stata la sua attività di lobbying sulle proposte legislative per la modernizzazione delle direttive dell’Unione Europea in materia di appalti pubblici (2004/17/CE e 2004/18/CE).

Anche in questo caso, la sua principale preoccupazione era di raggiungere un quadro giuridico semplice, chiaro e sicuro, rendendo possibile per i fornitori di servizi di interesse generale, in tutta Europa, di sfruttare meglio lo strumento degli appalti pubblici. È per questo che il CEEP ha lavorato

per una semplificazione della proposta iniziale della Commissione Europea, dato che varie disposizioni aggiungevano complessità alle regole o portavano rischi di contenzioso sproporzionati. Per raggiungere una tale semplificazione ha chiesto al co-legislatore di:

• aumentare le soglie per ridurre i costi per le PMI e le autorità locali;

• fornire la flessibilità di finanziamento per le amministrazioni aggiudicatrici;

• ampliare l’uso della procedura negoziata concorrenziale e il dialogo competitivo;

• effettuare la divisione in lotti più flessibili;

• favorire un uso volontario dei criteri sociali e ambientali in materia di appalti pubblici;

• garantire meglio la parità di trattamento dei fornitori;

• evitare formulazioni vaghe, spesso fonte di contenzioso;

• difendere un vero approccio differenziato tra le direttive generali e quelli di servizio pubblico.

Come partner sociale, la

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più grande sfida che ha dovuto affrontare è stata sicuramente quella dei negoziati sulla revisione della direttiva sull’orario di lavoro. Sapeva fin dall'inizio che sarebbero stati molto complessi a causa dei pareri estremamente diversi, se non opposti, delle parti attorno al tavolo.

Il mandato di CEEP era chiaro, come è stato il forte impegno per una soluzione negoziata; la sua priorità era quella di trovare una soluzione praticabile per il servizio di guardia, il periodo di riferimento e il riposo compensativo.

Per raggiungere il suo obiettivo, era pronto ad includere nuovi aspetti nella direttiva, come ad esempio l’equilibrio tra lavoro e vita, che non facevano parte dei progetti iniziali del legislatore.

E proprio a causa dell’apertura alla trattativa, il CEEP è rimasto deluso dal fallimento dei negoziati; continua a credere che è stata un’occasione persa e che la regola fondamentale di qualsiasi trattativa, ossia che “nessun accordo fino a quando ogni cosa non è concordata”, non è stata rispettata.

In termini di risultati invece, uno dei principali è stato quello di incoraggiare il coinvolgimento delle parti sociali nella Governance economica dell’Unione Europea. Questa è stata una richiesta di CEEP per diversi anni, visto che sa molto bene che la Governance economica dell’UE tocca le competenze dei partner sociali, in particolare in questioni come i salari, le pensioni ed i costi del lavoro, centro delle relazioni industriali negli Stati Membri.

Pertanto, si è lavorato a livello di partner sociali per chiarire, in primo luogo, quello che sarebbe dovuto essere il loro ruolo nel rafforzamento della Governance economica dopo la crisi e, in secondo luogo, quali conseguenze questo ruolo avrebbe avuto sul dialogo sociale nazionale ed europeo.

Oltre a questo ruolo autonomo e proattivo delle parti sociali, la volontà dei responsabili politici dell’ Unione Europea a coinvolgerli in un tale processo, rappresenta un’occasione unica per i partner sociali europei nel ridisegnare e potenziare la Governance economica. Ciò contribuirà a risolvere le sfide che attendono l’Europa e porterà soluzioni concrete per promuovere la crescita e l’occupazione.

Per quanto riguarda le iniziative più specifiche di CEEP, il 2012 ha visto il rilancio del CEEP-CSR Label, che è culminato in una cerimonia di premiazione di successo il 14 novembre al Parlamento Europeo, con il patrocinio del MEP Marc Tarabella.

Sono state premiate 23 imprese, dopo un processo di valutazione rigoroso sulla base di un’ autovalutazione, una valutazione da parte di esperti esterni e una selezione da parte di una grande

giuria qualificata, tra cui un rappresentante della DG Imprese.

Questo processo è stato strettamente collegato con l’attività di lobbying di CEEP sulla modernizzazione delle direttive sugli appalti pubblici, perché ha dimostrato che l’approccio volontario alla CSR, includendo i criteri sociali e ambientali nell’approvvigionamento pubblico, è il modo migliore per ottenere risultati.

Le aziende premiate hanno dimostrato il loro impegno nel raggiungere gli standard elevati di CSR e hanno attestato che fanno molto di più che fornire servizi pubblici: si prendono cura dell’impatto sociale e ambientale delle loro attività. Tra loro, quattro hanno ricevuto un premio speciale per le loro pratiche innovative: GEBALIS, EEM dal Portogallo, il gruppo francese CILIOPÉE, HEAG Südhessiche Energie AG - HSE dalla Germania e HERA SpA dall’Italia. Il successo di questa rinnovata edizione del CEEP-CSR Label ha motivato il CEEP ed i suoi membri a continuare a promuovere il marchio in futuro, per raggiungere livelli ancora più elevati di eccellenza.

Altrettanto successo ha ottenuto la 15 ° Conferenza annuale delle Aziende dei Servizi Pubblici Locali, che ha avuto luogo il 15 novembre con il titolo, “i servizi pubblici locali innovativi costruiscono la crescita in Europa”. Anche il titolo del convegno è parte del ‘rinnovato progetto’ di CEEP, volto a dimostrare il ruolo proattivo dei servizi pubblici nella creazione di posti di lavoro e crescita attraverso l’innovazione, concetto che raramente è associato ai servizi pubblici.

Durante l’evento, i rappresentanti delle imprese locali di tutta Europa hanno scambiato opinioni ed esperienze con i rappresentanti delle istituzioni europee sulle loro attuali pratiche innovative; questo ha dato una chiara dimostrazione dell’impatto positivo di queste azioni sulla crescita e l’occupazione in Europa. Era chiaro che fossero basati su radici locali solide e strategie a lungo termine; la loro forza è data da strumenti di gestione specifici e investimenti locali. Mezzi che sono accompagnati dall’impegno dei fornitori di servizi pubblici locali a modernizzare la fornitura di servizi pubblici per cittadini ed imprese nei loro territori. Questa modernizzazione attraverso l’innovazione mira soprattutto a migliorare la qualità, accessibilità, sicurezza ed efficacia di tali servizi e si attua sia nella gestione operativa delle imprese che nelle loro attività quotidiane.

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